Le criptovalute, nel parlare quotidiano, si associano spesso all’idea di diventare ricchi nello spazio di un giorno. Quest’idea contrasta con certe affermazioni del mondo della finanza, che asseriscono che un prodotto non ancora diffusamente conosciuto, ha più possibilità di dare attivamente frutti nel medio o nel lungo termine.

La criptovaluta nel 2018

I segnali della crescita, si evincono sulla lunga scala cioè, il rialzo del valore della criptovaluta è stato costante fin dal momento della sua prima immissione nel mercato, a prescindere dalle oscillazioni, anche quelle osservate di recente.
Un fattore di crescita importante è la capitalizzazione, cioè la quantità di soldi investiti, che crescendo, in quanto sempre più persone acquistano, fa crescere il valore della moneta. In questo momento ci sono nel mondo oltre 11 miliardi di dollari investiti in Bitcoin e oltre 350 miliardi di dollari investiti nelle diverse criptomonete.

Acquistare le criptomonete

Una conoscenza di base sulla criptovaluta e delle varie criptomonete presenti sul mercato serve per individuare l’investimento con più potenzialità di crescita.
Per l’acquisto delle criptomonete è necessario rivolgersi a un servizio online o piattaforma exchange, che offrono anche diverse scelte di metodo di pagamento.
Se si decide di investire tramite il trading on line, bisogna orientarsi ad apprendere le basi di questo, magari affidandosi ad un broker di riferimento.
Negli ultimi periodi abbiamo seguito le oscillazioni delle più conosciute criptovalute, le oscillazioni variano per le diverse criptovalute, il motivo sta nel fatto che le monete sono valutate anche in virtù del progetto che hanno all’origine, infatti le criptovalute nate dopo la prima, la Bitcoin, hanno portato con loro diversi progetti che ne stabiliscono alcune differenze.

Si possono fare soldi con le criptovalute nel 2018?

Quest’anno abbiamo assistito ad alcune prese di posizione in tema di criptomonete e non poche discussioni sono state fatte, con visioni che sono state definite, ottimistiche o pessimistiche. Tra chi si dimostra ottimista vediamo Tom Lee, famoso finanziere che ha previsto la criptomoneta in salita, fino a raggiungere una quota di 125 mila dollari nel 2022, le visioni pessimistiche espresse su alcuni giornali, invece prevedono un ribasso della moneta virtuale,portando a paragone il funzionamento di una bolla. Ma la moneta virtuale, potrebbe mai scomparire,così come è nata?
Con molta probabilità nel prossimo futuro non assisteremo allo stesso boom degli anni passati, ma le opzioni sono tante, la criptovaluta potrebbe rimanere stabile per l’anno in corso, in effetti, a parte le oscillazioni, è stata costantemente in crescita, dalla sua prima comparsa nei mercati, in ogni caso lo scenario futuro la vede come protagonista, infatti sale sempre il numero delle persone che la usano (oggi 8milioni nel mondo), sale l’interesse e sale anche il numero delle aziende che si abilitano a ricevere i pagamenti in criptomoneta.

La visione pessimistica vede una discesa della criptomoneta che andrebbe pari passo con la perdita di sicurezza sulle stesse.
Intanto vari paesi si stanno muovendo per fare una criptovaluta di stato, ed è molto probabile che vengano emesse regolamentazioni più accurate, anche se a livello politico c’è chi si dimostra ottimista e chi no.
Per fare degli esempi di come diversi paesi si rapportano con la criptovaluta: la Svizzera recentemente ha dato il via al pagamento delle tasse ai comuni, con i Bitcoin, l’Australia ha comunicato di voler abilitare parte dei bancomat ai pagamenti in bitcoin, l’Argentina ha fatto investimenti, paesi come la Cina e la Corea si apprestano a nuovi, più restrittivi regolamenti, con attacchi e provvedimenti anche duri, che comunque sarebbero da considerare come facenti parte di complesse scelte e strategie politiche, a volte interne.

I paesi attualmente a favore della criptovaluta sono: Unione Europea-U.S.A.-Australia- Svizzera-Canada-Olanda-Argentina.
I paesi contrari sono: Cina-Corea-Russia-Islanda-Ecuador-Vietnam- Bolivia-Kyrgyzstan. Alcuni paesi, per motivi interni, scoraggiano l’uso delle criptovalute senza vietarle.